Laboratorio di supervisione

La formazione dello psicologo/psicoterapeuta si fonda su tre fattori essenziali: l’apprendimento teorico, il processo di formazione personale e la supervisione. Non smettere, nel corso degli anni, di lavorare per creare sempre maggiore apertura, consapevolezza e autenticità, non solo nell’altro ma 
sopratutto in se stessi, costituisce l’aspetto nucleare, il fuoco, la passione che può alimentare la fantasia e la creatività dello psicoterapeuta sottraendolo all’ansia di “fare bene”, al bisogno di controllo, al desiderio di potere, al piacere della gratificazione narcisistica nonché alla relativa risposta aggressiva verso persone che “non rispondono alle cure”.
La supervisione aiuta a conoscere e gestire anche le modalità più nascoste e quindi più insidiose del carattere, del proprio modo di stare al mondo attraverso risposte emozionali prima ancora che 
comportamentali; aiuta, in altre parole, a proseguire il lavoro iniziato nella psicoterapia personale entrando in contatto con sensazioni ed emozioni alle quali, in altri contesti, non si presterebbe attenzione.” (P. Goodman )
La persona del terapeuta non è disgiunta dal professionista, ma è parte integrante del processo della terapia col cliente. Noi riteniamo che la supervisione sia una importante e significativa occasione di crescita professionale e personale, nella consapevolezza che questi due aspetti sono intimamente interconnessi e inscindibili. Essa assume in sé tutti i fattori che hanno contribuito alla formazione del terapeuta: 
ripropone e arricchisce gli aspetti teorico-clinici, facilita e amplia la comprensione dei vissuti e delle diverse dinamiche intra- ed inter-personali, con l’occhio a quanto accade tra terapeuta e cliente, accompagna ad una comprensione più profonda innanzi tutto di sé e di conseguenza anche del cliente.
Questo non vuol dire che sostituisce o viene dopo la terapia personale, vuol dire che è altro, perché ha l’obiettivo di lasciar crescere e sviluppare la persona in quanto professionista e quando, all’interno di questo processo emergono nuclei problematici, resta scelta del terapeuta come affrontarli.
La supervisione non è terapia personale, è uno strumento di crescita professionale, e, all’interno di tale processo, il terapeuta può consapevolizzare che qualche nodo problematico ancora interferisce con un pieno sviluppo di sé e quindi valuterà se, riconoscendolo, può gestirlo in maniera soddisfacente in seduta, o se vuole lavorarci in 
una sua terapia personale.
La supervisione che noi proponiamo non è intesa solo come strumento di apprendimento e di approfondimento di modalità e tecniche, ma innanzi tutto come momento di crescita personale all’interno della professione.
Non è possibile, per il terapeuta, prescindere dal suo essere persona. Più la persona si espande e prende coscienza, più l’aspetto professionale si arricchisce. La supervisione accompagna lo psicoterapeuta in questo processo. In essa vengono approfonditi sia gli aspetti motivazionali, legati alla struttura di personalità, sia le problematiche emergenti all’interno della relazione terapeutica.Ci focalizziamo da un lato sull’organizzazione e costruzione dei significati e dei comportamenti, sugli aspetti funzionali e disfunzionali delle strategie adottate, sui nodi caratteriali, dall’altro sull’aspetto dialogico, sugli investimenti, sulle aspettative, sulle modalità funzionali, sul riconoscimento e l’implementazione dei propri punti forza .

I laboratori sono rivolti a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, counselor e specializzandi nelle suddette materie. 

Il modello teorico utilizzato è un'integrazione tra Analisi Transazionale, psicoterapia della Gestalt e psicologia degli Enneatipi secondo l'Enneagramma.

© 2016 Dott.ssa Carla Costanzo. Psicologa Psicoterapeuta Consulente Sessuale.