Psicoterapia di coppia

Quelle relazioni che finiscono sempre nello stesso modo negativo:
"i giochi psicologici".


Molte relazioni di coppia sono animate da un tipo di comunicazione che termina sempre con la sensazione di essere di nuovo caduti o essere stati trascinati in una situazione spiacevole: «Come mai... è successo di nuovo?», «Perché... continua a succedermi questo?», «Pensavo lui/lei fosse diverso/a... e invece!». Se la dinamica comunicativa è ripetitiva e la sensazione di disagio sembra già sperimentata in altre occasioni, probabilmente i due partner hanno messo in atto un "gioco psicologico".

I giochi psicologici, contrariamente alla definizione ludica, non sono esperienze piacevoli, ma costituiscono un tipo di interazione disfunzionale, fonte di sofferenza e di situazioni conflittuali, come tensioni, litigi, fino a separazioni dolorose. Mettere in atto un gioco psicologico, in base al modello dell'Analisi Transazionale, significa impostare le relazioni affettive su uno schema ripetitivo di comportamenti, la cui conclusione comporta sempre un'emozione negativa: rabbia, tristezza, impotenza, sconforto.

Le persone coinvolte si accorgono che questi sentimenti sono familiari, nel senso di averli provati molte altre volte e in circostanze diverse. Infatti, il medesimo gioco è riproposto in situazioni differenti, come il contesto lavorativo e quello sociale. All'interno del gioco la persona ricopre un ruolo e invita l'altro a impersonarne uno complementare.

A tal fine sceglie, inconsapevolmente, il partner tra coloro che sono in grado di interpretare un ruolo che possa intrecciarsi con il proprio.



Quando la coppia si rivolge ad un esperto ha l’opportunità di essere accolta in un contesto adeguato e protetto nel quale i partner possono elaborare e riconoscere le paure e le obiezioni che si frappongono all’incontro autentico con l’altro. Ma non basta. È necessario un altro passaggio : l’ essere coppia richiede l’attenzione ritmata sia a sé sia all’altro, richiede di riconoscere che quando si è in coppia sono messi in gioco sia il vissuto personale sia il vissuto dell’altro. Lo sforzo percettivo di me e te nel campo relazionale (il Noi) richiede di trasferire l’attenzione, che nella crisi è puntata solo su di sé, alla relazione. Questo “trascendere” dall’Io-Tu per riconoscere il Noi, dischiude alla curiosità del contatto e all’esplorazione dell’altro. Nella Gestalt psicosociale, i partner sono aiutati a percepire e valorizzare il campo relazionale, la “terra di mezzo” che non è ne mia ne tua, ma è il territorio dove si sveste momentaneamente della soggettività e si mette in gioco una terza entità: la relazione.

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© 2016 Dott.ssa Carla Costanzo. Psicologa Psicoterapeuta Consulente Sessuale.